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Perché le decisioni sul design non le prendono mai i designer?

La tesi di questo articolo è basata su due assunti:

  1. Le competenze legate al design digitale (visual design, interaction design, information architecture, content strategy, usability ecc.) non sono ancora – almeno in Italia – culturalmente accettate come professionalità di pari dignità rispetto alle altre.
  2. Conseguenza diretta di questa mancata accettazione è la presunzione di competenza che tutti, consciamente o meno, hanno rispetto a queste discipline.

Nessuno, che non sia egli stesso un neurochirurgo, si sognerebbe di suggerire a un neurochirurgo come rimuovere un tumore dal proprio lobo frontale. Mentre tutti si sentono in diritto di suggerire modifiche al tuo lavoro grafico o di user experience. Se in questo momento stai pensando che non si può paragonare un neurochirurgo a un grafico o a uno UX designer, probabilmente sei anche tu vittima di questo pregiudizio.

Ecco, quindi, una tassonomia semiseria (che nessuno si offenda, per carità!) della catena decisionale nel mondo del design.

Il top manager

Il top manager, per definizione, decide (o deve darne l’impressione). Quindi deciderà, indipendentemente dalla competenza, infondo è ciò che il mondo si aspetta da lui/lei. Le motivazioni di questa decisione saranno raramente legate al design, per cui, amico creativo, preparati a soffrire.

Il middle-manager

È in carriera e orgoglioso del suo dress code impeccabile, e questa è una motivazione forte, se è giovane conoscerà qualche buzzword digital imparata al seminario del guru del momento, ma essenzialmente non condivide la tua weltanschauung, e ha la necessità strategica di attribuirsi i tuoi meriti e sfuggire le sue colpe, altra inevitabile sofferenza quindi.

Il marketing manager

Le aziende generalmente delegano la comunicazione digitale al marketing, ma quando questa delega si appropria anche del dominio dell’architettura dell’informazione, è un disastro. Preparati a scelte di naming inspiegabili e architetture che riproducono l’organigramma aziendale.

Il project manager

Da anni mi chiedo che utilità abbiano account e PM privi di competenze serie in materia di design ed engineering, e la risposta che mi do è quella che immagini, certo è che anche questi colleghi sono sempre pronti a giudicare il tuo design, un po’ come se Povia facesse il critico musicale.

Il software engineer

Nonostante tu non ti sogneresti mai di esprimere opinioni anche solo su una singola riga del codice che sta scrivendo, il programmatore giudicherà il tuo design. Questo sia perché, come gli altri, è culturalmente convinto che sia naturale farlo sia perché, per decenni, ha praticato la formula magica del basta che funzioni e ancora oggi si chiede perché si debba pagare lo stipendio a un designer, quando il software… basta che funzioni.

Il designer digitale

Il designer è quello che piange, lì, in fondo, rannicchiato, vicino alla toilette.

Al di là dell’ironia e delle generalizzazioni, sogno ogni giorno un mondo in cui le decisioni sul design le prenderanno finalmente i designer.

Categorized: Design

6 comments on “Perché le decisioni sul design non le prendono mai i designer?”

  1. ah… che tasto dolente…
    da designer della comunicazione (quindi a cavallo tra design e marketing, in qualche modo) confermo ciò che scrivi… tuttavia parlando con amici avvocati e commercialisti (e pure con un medico) vengo informata che questa incredibile onniscenza dell’interlocutore (soprattutto italiano) sembra essere trasversale e includere anche professioni che – quantomeno in teoria – dovrebbero godere di un po’ più di stima. Non conoscendo neurochirirghi parlo solo per ipotesi, ma non mi stupirei di scoprire esperienze analoghe in un’ipotetica discussione con il paziente riguardo alla propria strategia di intervento. (ipotetiche perché – e forse la differenza è lì – il neurochirurgo tuttalpiù informa, ma non discute la propria strategia con il paziente) 😉

    1. Ma, sai, come ho scritto è una questione culturale: alcune professioni sono socialmente riconosciute, mentre altre no. Il paziente può discutere se farsi o meno operare (magari, che ne so, per motivi religiosi preferisce lasciarsi morire), ma, se decide di farsi operare, non discuterà la tecnica di intervento perché non solo generalmente è incapace di argomentare ma, soprattuto, riconosce l’autorevolezza del medico e si fida. L’autorevolezza del designer digitale, invece, non esiste ancora come dato nella coscienza collettiva.

  2. La disponibilità di moltissima informazione con poco sforzo e altissima velocità sta creando dei mostri. Questi mostri si cibano di wikipedia (o peggio) e pensano che una ridicola infarinatura superficiale possa sostituire il saper fare, (auto) qualificandoli al poter esprimere un giudizio su tutto. Anche sulla medicina (vedi caso vaccini).

    In ogni caso trovo il design di questo sito pessimo. 😀

    1. Certo Gianfabio, approvo il tuo commento. Mi raccomando, però, attenzione che dalle tue parti col ghiaccio si scivola spesso e non sai mai se a raccoglierti sarà un ortopedico o un Bone Joints Experience Designer. 😛

  3. Mi permetto di aggiungere un personaggio che non entra mai nella stanza dei bottoni ma che aleggia come eminenza grigia. Il figlio del top manager. Mi è capitato più volte di sentire dire “A mio figlio non piace”. Ed è la fine.

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