Salta al contenuto
Close
Hit enter to search or ESC to close

 

Il purpose-driven marketing

Molte aziende sono ancora legate a un modello di marketing nel quale la qualità della relazione e della comunicazione è subordinata alla massimizzazione delle vendite. Salvo poi stupirsi per il tasso di abbandono. Vendere a tutti i costi, anche dimenticandosi dell’etica, è una tattica vincente solo per chi ha obiettivi a breve termine.

Intervista a Consuelo Battistelli. La diversità come valore.

Ho conosciuto Consuelo quando entrambi eravamo tra i pionieri dell’accessibilità dei sistemi informatici in Italia, sono passati molti anni ma il carattere e la determinazione sono sempre gli stessi. Oggi Consuelo è Diversity Engagement Partner per IBM e si occupa della progettazione, realizzazione, sviluppo e promozione di progetti strategici interni ed esterni, nazionali ed internazionali, sui temi: Women, LGBT, Work life integration, Generational, People with disability e Multicultural.

Gli scappati di casa della UX

Solo una persona molto presuntuosa o molto stupida può pensare di non avere rivali nel suo campo. Io sono convinto esattamente dell’opposto: so di essere bravo nel mio lavoro ma so anche che esistono professionisti più bravi di me nel mercato. È una questione di consapevolezza di sé.

Intervista a Fabio Palombo. Lo scrivere creativo e il parlare digitale.

Fabio è innanzitutto un amico da oltre trent’anni, è copywriter dal 1991, direttore creativo dal 2002 e consulente di comunicazione dal gennaio di quest’anno. Ha lavorato in agenzie di network come Saatchi & Saatchi, BDDP e TBWA. È autore del progetto narrativo Traindogs, nato e sviluppatosi sul web, e diventato libro, spettacolo itinerante e mostra.

Sorvegliare e punire

Gli risposi che non vedevo futuro per le carceri. Che non sarebbero semplicemente più servite. A quel punto, con un’espressione divertita, il docente mi chiese di continuare.

Il manager-centered design e altri mostri

C’è una mostruosa ignoranza rispetto al lavoro del designer. Poche persone, nella catena alimentare dell’ecosistema aziendale, sanno davvero cosa sia il design e alcuni sono affetti da un complesso di inferiorità creativa che ricorda gli inizi della carriera da pittore di Hitler, e quando alla frustrazione aggiungi il potere di solito il risultato è un disastro. Per descrivere il nostro calvario quotidiano potremmo dire che il collega sta al designer, come l’antivaccinista sta al medico.

14 consigli per approcciare l’Inclusive Design (AKA Web Accessibility) con la giusta mentalità

Il mio lavoro e la mia vita sono cambiati, ma sono contento che oggi si parli nuovamente di accessibilità, le definizioni sono diverse, ora è più di moda parlare di Inclusive Design, ma la sostanza è la stessa. Ho deciso, quindi, di scrivere una serie di suggerimenti che, forse, potranno essere utili a chi approccia per la prima volta questa disciplina.

La stupidità naturale dell’intelligenza artificiale

Ciò che sta capitando in questi anni di hype sull’intelligenza artificiale, la singolarità ecc. – nella cornice spesso buffa dello startuppismo estremo – è che semplificazioni imbarazzanti o, peggio, concezioni errate del funzionamento della cognizione umana sono usate per antropomorfizzare, e quindi rendere commercialmente più attrattive, una serie di tecnologie che sono molto utili, ma di certo non intelligenti.

Le applicazioni della tecnologia olografica

Da un lato ci sono le tecnologie e dall’altra i possibili contesti di applicazione. Una specifica matrice di tecnologie produce una o più soluzioni applicabili a un dato contesto. Il compito di questo esercizio è immaginare qualche scenario applicativo.