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Il panespertismo sul design

Perché anche persone razionali e colte, che in altri contesti eviterebbero di esprimere opinioni, consapevoli della loro ignoranza specifica, quando si tratta di design entrano in modalità Dolce e Gabbana?

Perché le decisioni sul design non le prendono mai i designer?

Nessuno, che non sia egli stesso un neurochirurgo, si sognerebbe di suggerire a un neurochirurgo come rimuovere un tumore dal proprio lobo frontale. Mentre tutti si sentono in diritto di suggerire modifiche al tuo lavoro grafico o di user experience. Se in questo momento stai pensando che non si può paragonare un neurochirurgo a un grafico o a uno UX designer, probabilmente sei anche tu vittima di questo pregiudizio.

Il futuro incerto del design digitale

Non ho alcun titolo per parlare di design, non ho studiato i grandi maestri, non ho un master in qualche esotica materia creativa, non frequento i circoli culturali giusti, non sono un artista. Ho solo un po’ di esperienza empirica nel progettare e valutare interfacce digitali.

Agile e UX nel mondo reale

Il mondo è pieno di ben più autorevoli e complete dissertazioni su come integrare il processo UX nei framework Agile. Molti di questi interventi, però, raccontano un mondo che poco somiglia alla mia realtà quotidiana.

Il lato oscuro della forza siamo noi, se dimentichiamo di essere umani

All’interno delle organizzazioni disfunzionali, l’approccio command-and-control genera un sistema autopoietico: il manager agisce un modello comportamentale repressivo e il dipendente restituisce al manager esattamente ciò che egli chiede: se tratti un uomo come un bambino, lui si comporterà come tale.

Il design thinking è davvero bullshit?

Se è vero che incasellare il processo di design in un modello rigido può non aver senso, il rischio nel liquidare una serie di strumenti definendoli mere buzzwords è quello di cadere nella fantasia opposta: che il design sia solo intuizione.