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Il mio anello nuovo e la sincronicità genovese in un pub irlandese del varesotto

Ultima modifica: 20 giugno 2019

Sì, lo so, il titolo di questo post assomiglia a quello di un film della Wertmüller.

Il fatto è che la sincronicità mi stupisce ancora come un bambino. Nell’accezione junghiana del termine, quando due eventi contemporanei non hanno un nesso causale, ma di significato, si parla di sincronicità.

Circa venticinque anni fa frequentavo assiduamente, anche troppo, il centro storico della mia città, Genova. Quella era ancora un’epoca in cui, nei carruggi c’erano pochi locali, poca movida, ma molta cultura, arte e musica. Per esempio, se, all’epoca, volevi aprire un locale e riempirlo, dovevi prevedere almeno una stagione di concerti. Poi, senza che ce ne accorgessimo, in sordina, è cambiato tutto. Ma questa è un’altra storia.

In quel periodo frequentavo un gruppo di persone decisamente creative, epicurèe e di almeno una quindicina d’anni più vecchie. Ero il pivello della compagnia. Molti amici erano musicisti, altri attori, altri semplicemente pazzi. Ricordo conversazioni surreali con quel genio di Mr. Puma alla Polena (una birreria chiusa da molto tempo ormai) o le profonde discussioni filosofiche in totale ebbrezza con Claudio De Mattei (storico bassista di Giorgio Gaber) e via così.

Una delle figure più creative del panorama genovese dell’epoca era sicuramente Andrea Ceccon. Il mio primo ricordo di Ceccon è quando suonò alla porta di un circolo Arci nel quale io, diciottenne, facevo qualche spicciolo aprendo, appunto, la porta, per ascoltare il Jazz e bere gratis. Ceccon mi chiese se poteva appendere in bacheca il volantino del suo nuovo gruppo, “Gli Stessi”, dato che, senza dubbio, era formato dagli stessi musicisti del gruppo precedente. Ricordo che piansi dal ridere.

Ebbene, Andrea all’epoca aveva una compagna, Barbara, più o meno mia coetanea.

Quasi trent’anni dopo, per puro caso, in un pub irlandese di Saronno, ho incontrato nuovamente Barbara. Credetemi, per due genovesi della mia generazione, incontrarsi per caso – nel varesotto! – è un evento surreale, quasi inquietante. Barbara oggi è un’artista, progetta e realizza gioielli.

Casualmente, da anni cercavo invano un anello d’argento realizzato artigianalmente e che avesse un bel concept alle spalle.

Sincronicità.

Se volete dare un’occhiata ai lavori di Barbara potete farlo attraverso la sua pagina Facebook oppure nel suo store su Etsy.

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