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Il manager-centered design e altri mostri

Premessa: amico lettore questo è un post ironico, scritto da e per persone che non si prendono troppo sul serio.

Che cos’è lo human-centered design? IDEO lo definisce così:

Human-centered design is a creative approach to problem solving and the backbone of our work at IDEO.org. It’s a process that starts with the people you’re designing for and ends with new solutions that are tailor made to suit their needs. Human-centered design is all about building a deep empathy with the people you’re designing for; generating tons of ideas; building a bunch of prototypes; sharing what you’ve made with the people you’re designing for; and eventually putting your innovative new solution out in the world.

Qualsiasi designer che lavori nel mercato digitale italiano – un mercato ritardato per molti motivi – sa che non è così che lavoriamo. Non facciamo progettazione centrata sull’utente, piuttosto navighiamo a vista nel placido oceano della stupidità funzionale.

C’è una mostruosa ignoranza rispetto al lavoro del designer. Poche persone, nella catena alimentare dell’ecosistema aziendale, sanno davvero cosa sia il design e alcuni sono affetti da un tale complesso di inferiorità creativa che ricordano gli inizi della carriera da pittore di Hitler, e quando alla frustrazione aggiungi il potere di solito il risultato è un disastro. Per descrivere il nostro calvario quotidiano potremmo dire che il collega sta al designer, come l’antivaccinista sta al medico.

Esiste, in psicologia, un principio semplice e fondamentale: il principio di equità, che si può sintetizzare nel seguente sillogismo: siccome io non ti rompo le balle, allora è equo che tu non le rompa a me o, più cristianamente, non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te. Nel mondo del design questo principio è violato quotidianamente: sono tutti designer, dal postino al Presidente. Se, poi, proponi a uno di questi espertoni di uscire dall’ufficio per osservare gli utenti, di fare un po’ di ricerca sul campo, la risposta è di non rompere le balle, ché lui sa cosa vuole il mercato, mica te, che sei un fighetto.

Per cui gente, no, noi non facciamo human-centered design. Smettetela di raccontare frottole ai convegni.

In questo articolo vi presenterò alcuni mostri che si nutrono di innocenti designer, nella speranza, vana probabilmente, di esorcizzarli.

Il Manager-Centered Design

È il mostro più grosso di tutti. Noi progettiamo per lui. Tutto ciò che facciamo, lo facciamo per nutrire i bisogni di questo mostro famelico. Qualsiasi idea creativa si schianterà contro le sue esigenze che, quasi sempre, non sono dirette al benessere dell’azienda o del prodotto, ma al beneficio personale, alla carriera. Si attribuirà i tuoi successi e scaricherà su di te i suoi fallimenti. Questo mostro è totalmente auto-centrato, vuole ingrassare ed è disposto a mangiarti, digerirti e sputare le tue ossa nel cimitero della disoccupazione, senza battere ciglio. Non c’è soluzione, perché anche se lo elimini, risorge in un’altra azienda.

Il Marketing-Centered Design

Come, in passato, terminata la peste, i lazzaretti furono riconvertiti in istituzioni totali psichiatriche e nacquero i manicomi, così il marketing un giorno si è accorto che non esiste più un prodotto che non sia parte di un ecosistema digitale, e così si è convertito nel mostro che vuole essere a tutti costi digitale, senza sapere bene perché e senza sapere bene come. Un mostro capriccioso, che sbatte i piedi in terra e piange perché vuole un giocattolo non adatto ai bimbi della sua età. Ma anche un mostro terrorizzato, perché ha paura della morte. È un mostro confuso, quindi, e porterà confusione in tutti i tuoi progetti.

Il Time-To-Market-Centered Design

È il servo fedele dei due mostri precedenti. Ha un dress-code impeccabile, sempre puntuale agli appuntamenti, è il Mr. Wolf dei mostri, quello che, apparentemente, risolve i problemi, ma sotto il completo di Armani è marcio e appena tocca il tuo progetto, lo infetta e, nella fretta di salvare il salvabile in tempo per l’appuntamento con il mercato, ché il mercato mica aspetta te, fighetto del design, il progetto, ahimè, muore tra imbarazzo e sofferenza.

Il Technology-Centered Design

Questo è il mostro che ha le migliori intenzioni: il suo motto è innovazione o morte, la tua però. La storia ci insegna che, a volte, le migliori intenzioni producono disastri. Il problema di questo mostro è che è fermamente convinto che sia la tecnologia a dover guidare il design e non viceversa. Non c’è modo di fargli capire che, se ciò fosse vero, non esisterebbe l’iPhone che sta usando per scrivere a un amico nerd quanto sia bella la blockchain. A proposito, quest’ultima tecnologia è un esempio emblematico di quella che io chiamo buzzword generativa: la si ficca ovunque senza costrutto, se la pronunci a un meeting ottieni il favore del capo e a cena con i prospect fai un figurone. Questo mostro, quindi, pretende di invertire il processo di design thinking: ti obbliga a partire dal come, prima di aver chiaro in testa cosa e perché.

Il CEO-Centered Design

È un mostro a due facce, da una parte è forse l’unico mostro a cui interessa il benessere dell’azienda, è il mostro che ha la visione, dall’altra ha un ego talmente imponente da perdere di vista il benessere dell’azienda. In genere non conosce neppure il tuo nome ma ha potere di vita e di morte su di te e sul tuo team. Si manifesta in due forme: quella eterea, evanescente, un’entità suprema, irraggiungibile e che induce sottomissione volontaria, oppure nella forma grassa, opulenta, da imperatore romano decadente e lascivo (come il Conte Vladimir Harkonnen, nella versione cinematografica di Lynch, per chi è in grado di cogliere la citazione), per lui tu sei, al più, un insignificante insetto.
Se è uno che delega, ti ritroverai nelle mani degli altri mostri, altrimenti vivrai nel terrore che ti riconosca in corridoio.

E tu, conosci qualche altro mostro?

12 commenti su “Il manager-centered design e altri mostri”

  1. L’ironia e l’autoironia sono “armi” potentissime e adatte a raccontare situazioni e aneddoti lavorativi che sono tutto meno che divertenti. Ancora una volta hai fatto centro sui “mali” del tipico habitat aziendale!

  2. Mi hai fatto ridere! Ci vedo esempi ovunque! E forse in alcuni atteggiamenti mi ci sono anche un po’ riconosciuta 😉

  3. Alcholic centered designer
    Business / blockchain centered designer
    CEO centered designer
    Designer centered designer
    Etherium centered designer
    FILF centered designer
    Gamification centered designer
    H2H centered designer
    Illustrator centered designer
    Light centered designer
    Muscle centered designer
    New centered designer
    Other centered designer
    Phisical centered designer
    Qwerty centered designer
    Ralph centered designer
    Shit centered designer
    Time centered designer
    Uvp centered designer
    Zen centered designer

  4. Focus test centered designer
    Floor test centered designer
    Corridor test centered designer
    Client’s wife centered designer
    Golf club centered designer
    C level launch centered designer
    Everyone but you centered designer

  5. Grande Marco! Quanta saggezza!

    Ci sono da aggiungere all’elenco anche:

    Paleozoic centered designer: “MySpace era il top della UX”
    Whisperer centered designer: “Non importa quello che dico in riunione ma quello che ti sussurro alla scrivania solo ed esclusivamente a te”
    OldButGold centered designer: “Negli anni 80 lo facevamo così e funzionava”
    DoWhatYouWantOnlyIfItIsWhatIWant centered designer: “Va bene come avete pensato ma ripensateci perchè è meglio come dico io”

    <3 <3 <3

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