Ritorno alle basi: struttura e relazioni nei sistemi di navigazione

Oggi stavo sfogliando una vecchia guida sulla scrittura per il web che comprai nel 2008 (inutile dire che nessuno parlava di UX all’epoca, dieci anni sono un’era geologica, digitalmente parlando) e alcuni dei pattern presenti in quel catalogo meritano una rilettura. Ogni tanto ripassare le basi fa bene.

Struttura sequenziale

Struttura sequenziale

Questa struttura lineare prevede il rispetto di una specifica sequenza nella presentazione degli argomenti. Per visualizzare l’argomento A dovrò necessariamente seguire il percorso scelto dal progettista. L’autore ha il controllo totale sulla scansione degli argomenti e la struttura è notevolmente rigida. Cosa potrà andare storto?

Struttura sequenziale con percorsi alternativi

Struttura sequenziale con percorsi alternativi

È una struttura lineare come la precedente ma consente all’utente un certo grado di libertà nella scelta di alternative al percorso (per esempio la possibilità di leggere materiale supplementare prima di procedere al documento successivo, o saltare un dato passo).

Struttura gerarchica

Struttura gerarchica

La strutturazione degli argomenti è gerarchica, dal generale al particolare. Gli argomenti sono classificati dall’autore e per raggiungere l’argomento A vi è un solo percorso possibile. Se, però, l’autore ha concepito male la tassonomia, l’argomento A sarà probabilmente irraggiungibile. La maggior parte dei sistemi di navigazione web ha questa forma.

Struttura a rete

Struttura a rete

È la struttura degli ipertesti, naturalmente multidimensionale. È basata su una serie di riferimenti incrociati che consentono, per esempio, di visualizzare l’argomento A attraverso percorsi alternativi. L’autore del testo è l’utente che crea una narrazione personalizzata attraverso la scelta del percorso, senza essere necessariamente vincolato dal modello concettuale del designer, al contrario delle strutture precedenti.

Struttura a griglia

Struttura a griglia

Questa struttura è utile quando i dati sono iper-strutturati, sul modello di tabelle o database. Per esempio la presentazione di informazioni tecniche e dati per i quali si fornisce un sistema di navigazione omnidirezionale.

Anti-pattern

Struttura eccessivamente piatta

Struttura piatta

Non è raro incontrare questo errore. Tutti gli argomenti sono allo stesso livello, non esiste gerarchia, il menu è una lunga sequenza di elementi non strutturati. Un risultato di questo tipo è quasi sempre conseguenza di un approccio superficiale alla progettazione.

Struttura eccessivamente profonda

Struttura profonda

Questo anti-pattern è l’opposto del precedente. Una serie limitata di argomenti principali e un numero eccessivo di sotto-categorie. Generalmente, è il risultato di una classificazione eseguita in modo errato: troppe categorie = nessuna categoria.

Conclusione

Quando si progettano o revisionano sistemi di navigazione è utile ricordarsi i pro e i contro dei vari metodi di strutturazione degli argomenti. Ovviamente, se necessario, è possibile progettare sistemi ibridi, per esempio gerarchico + lineare + multidimensionale, in modo tale da coprire tutte le possibili necessità degli utenti rispetto alle modalità di navigazione.

È doveroso però ricordare che in ogni fase della progettazione esiste una variabile importante che limita notevolmente i gradi di libertà del designer. Ci sono situazioni reali in contesti corporate, nella progettazione di e-commerce o quando si devono integrare applicativi legacy in interfacce web, in cui la classificazione delle informazioni non segue un modello basato sui principi della buona architettura dell’informazione, ma, per esempio, è distorta da questioni politiche (quando un’azienda ripropone il proprio organigramma nella struttura del menu del sito), questioni di marketing, strutture intoccabili ecc. In questo caso il designer deve essere in grado di improvvisare, adattarsi e superare l’ostacolo, magari con l’aiuto di un po’ di social engineering.

Foto copertina: Element5 Digital

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Di Marco Bertoni

Marco Bertoni

Prima di essere catturato dalle correnti gravitazionali delle agenzie digitali milanesi mi sono occupato di progetti di formazione e assessment per la pubblica amministrazione centrale, ho organizzato convegni e ho svolto attività di consulenza su experience e inclusive design, occupandomi parallelamente di riabilitazione informatica per disabili sensoriali.

Oggi sono Experience Director e Product Owner per Mondora un'azienda del gruppo TeamSystem. Il resto lo puoi scoprire visitando il mio profilo LinkedIn.