Il design thinking è davvero bullshit?

Ieri un amico mi ha segnalato un video in cui la designer Natasha Jen sostiene, provocatoriamente, che il design thinking sia una cazzata. Il video è davvero godibile:

Ma è proprio vero?

Vediamo. Anche una scimmia può appendere dei post-it su una lavagna, non ci piove, ed è anche vero che oggi c’è una tremenda confusione rispetto al significato della parola design e al ruolo del designer, almeno in ambito digitale, in particolare quando si parla di discipline borderline come la UX. Un anno fa, per esempio, mi è capitato di dover integrare in un team multidisciplinare una persona il cui unico apporto creativo al gruppo è stata la collezione di post-it colorati e gadget inutili: i master post-universitari sulla UX generano mostri, è un’emergenza nazionale.

Detto questo, c’è qualcosa che non mi convince nella narrazione della Jen. Se è vero che incasellare il processo di design in un modello rigido può non aver senso, il rischio nel liquidare una serie di strumenti definendoli mere buzzwords è quello di cadere nella fantasia opposta: che il design sia solo intuizione. Il design non è solo intuizione o genialità, è anche metodo. Poi il proprio metodo va decostruito, criticato, piegato e anche violentato se necessario.

La Jen a un certo punto nomina Steve Jobs. Se è una personalità come quella di Jobs l’esempio di designer, allora ha perfettamente ragione, il design thinking è bullshit. Vi invito, però, a immaginare voi stessi di fronte a un cliente che avete coinvolto in una sessione di co-design, e a pensare cosa succederebbe se vi comportaste con lui come un piccolo Steve Jobs della Pianura Padana.

Foto copertina: Tim Gouw

Aggiungi un commento

Marco Bertoni

Prima di essere catturato dalle correnti gravitazionali delle agenzie digitali milanesi mi sono occupato di progetti di formazione e assessment per la pubblica amministrazione centrale, ho organizzato convegni e ho svolto attività di consulenza su experience e inclusive design, occupandomi parallelamente di riabilitazione informatica per disabili sensoriali.

Oggi sono Experience Director e Product Owner per Mondora un'azienda del gruppo TeamSystem. Il resto lo puoi scoprire visitando il mio profilo LinkedIn.